Siamo
esseri singolari.
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L’opera
d’arte è qualcosa come un accidente, un accenno; una cosa trasversale che
collega fra loro pensieri diversi e li sostiene.
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Distinguere le sfumature, le intenzioni meno espresse che lo sguardo coglie
in maniera distratta: sono lampi che aboliscono l’unità che li accoglie.
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Un’avventura di trasformazioni è l’opposto di un rapido profilo: l’opera non
si costruisce ma si forma, si forma come noi ci formiamo.
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Evidenza e
coscienza, questo è l’attività artistica.
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Lo spazio
è un’espressione discontinua, dimoriamo nell’accumulo e ci amministriamo con
accuratezza.
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“Un
oggetto non può vedersi nella sua totalità d’un solo colpo d’occhio”.
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L’attenzione alla luce è attenzione al presente, non suppone una verità
assoluta, ma una verità sempre reinventata nei suoi margini.
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Lo sguardo
estingue per un attimo lo scorrere di questo mondo in un’esplosione che lo
ricorderà.
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Una
smorfia ci riassume, è un valore fugace: si annuncia, appare e si disfà.
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Instabilità: colgo nell’atto, balzo contro, mi diverto.
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Il volo un
po’ strambo della farfalla sull’acqua calma del grande fiume.
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Evidenza
dei difetti: quando constato lo scorrere mi immobilizzo.
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Gli occhi
cercano senza separare. Poi l’azione: mano, utensile, materia
… e la misura,
economia dell’essere.
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È
impossibile che non sia immediatamente vero.
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Tocco
passando — agile, non abile.
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“Pensare
come un primitivo, agire come uno stratega”.
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“Le
possibilità che abbiamo percepito non devono imprigionarci”.
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I fatti
sono l’interpretazione. Quello che mostriamo sono cose svolte, non come si
sono svolte le cose.
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L’essere
pronto non altera la volontà.
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Ci si
avvicina gradatamente alla meta.
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Non si
lavora per un dato momento, ma per l’universo e per tutti i tempi.
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Presente e
inizio: una cosa sola.
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Siccome
l’opera è un’attività posta in essere con un preciso intento
… pensare bene alla fine, prima di tutto alla fine.
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Non
esistono occupazioni innocenti.
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“Dare
dignità simbolica al rifiuto del potere, al contrario di chi si auspica
l’ingresso nei suoi apparati”.
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Ogni
domanda ci riporta allo stesso argomento: la storia.
E nella speranza di
evitare il disastro accettiamo il suo singhiozzo.
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“Dobbiamo
realizzare porzioni sempre minori di ciò che siamo in grado di fare”.
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Fra il richiamo delle sedimentazioni del passato e l’attrazione di un futuro più equilibrato: tra l’urto dei contrasti.