renato maestri
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Siamo esseri singolari.

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L’opera d’arte è qualcosa come un accidente, un accenno; una cosa trasversale che collega fra loro pensieri diversi e li sostiene.

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Distinguere le sfumature, le intenzioni meno espresse che lo sguardo coglie in maniera distratta: sono lampi che aboliscono l’unità che li accoglie.

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Un’avventura di trasformazioni è l’opposto di un rapido profilo: l’opera non si costruisce ma si forma, si forma come noi ci formiamo.

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Evidenza e coscienza, questo è l’attività artistica.

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Lo spazio è un’espressione discontinua, dimoriamo nell’accumulo e ci amministriamo con accuratezza.

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“Un oggetto non può vedersi nella sua totalità d’un solo colpo d’occhio”.

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L’attenzione alla luce è attenzione al presente, non suppone una verità assoluta, ma una verità sempre reinventata nei suoi margini.

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Lo sguardo estingue per un attimo lo scorrere di questo mondo in un’esplosione che lo ricorderà.

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Una smorfia ci riassume, è un valore fugace: si annuncia, appare e si disfà.

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Instabilità: colgo nell’atto, balzo contro, mi diverto.

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Il volo un po’ strambo della farfalla sull’acqua calma del grande fiume.

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Evidenza dei difetti: quando constato lo scorrere mi immobilizzo.

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Gli occhi cercano senza separare. Poi l’azione: mano, utensile, materia … e la misura, economia dell’essere.

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È impossibile che non sia immediatamente vero.

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Tocco passando — agile, non abile.

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“Pensare come un primitivo, agire come uno stratega”.

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“Le possibilità che abbiamo percepito non devono imprigionarci”.

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I fatti sono l’interpretazione. Quello che mostriamo sono cose svolte, non come si sono svolte le cose.

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L’essere pronto non altera la volontà.

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Ci si avvicina gradatamente alla meta.

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Non si lavora per un dato momento, ma per l’universo e per tutti i tempi.

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Presente e inizio: una cosa sola.

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Siccome l’opera è un’attività posta in essere con un preciso intento … pensare bene alla fine, prima di tutto alla fine.

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Non esistono occupazioni innocenti.

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“Dare dignità simbolica al rifiuto del potere, al contrario di chi si auspica l’ingresso nei suoi apparati”.

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Ogni domanda ci riporta allo stesso argomento: la storia. E nella speranza di evitare il disastro accettiamo il suo singhiozzo.

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“Dobbiamo realizzare porzioni sempre minori di ciò che siamo in grado di fare”.

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Fra il richiamo delle sedimentazioni del passato e l’attrazione di un futuro più equilibrato: tra l’urto dei contrasti.


                                                                                    haut                                                                                    
1980 - 1988

NOTE DI PRATICA E DI POETICA