renato maestri
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La ragione è in realtà una tautologia, un circolo vizioso che trovando origine nella speranza, si perde nella memoria riconoscente.

L’acquisito in estensione si manifesta in una mancanza di fronte  all’immediato, ed è una testimonianza di vita e una sua rappresentazione.

L’onda mnestica in riferimento a un qualsiasi ordine, esclude l’estasi e impone l’indeterminazione del significato: cancellazione del senso appagatore della storia.

… certe operazioni sono utili già solo per il fatto che conducono una vita propria

La speranza dell’arte è una regressione provvisoria dell’utopia che segna tacitamente il limite in cui per un attimo vediamo riaffiorare l’ombra e svelarsi un “preferisco di no”, che è l’assenza di cambiamento. 

La verità maschera un limite — ornando con simboli — ed evocando, produce ridondanza ridondanza nel gesto.

Lo specchio risponde dell’interruzione: non si può dire proprio niente sui criteri della conoscenza inventata — rapporti differenziati diventano movimento “progressivo” o, eventualmente, significato istituzionalizzato.

Filo quasi indiscernibile o gesto d’operetta è la necessità che sta per disfarsi: immagine fragile di computazione provvisoria, dovrà migrare fino a cancellarsi con perfezione.

Potremo immaginare... — la tentazione di dire qualcosa di più è irresistibile — … è fermo: ecco dov’è la difficoltà di questo caso.

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Tesi: non c’è alcun inizio, antitesi: c’è un inizio (Immanuel Kant): il germe trasformatore è in ogni fenomeno.

d e s c r i z i o n e

partendo da un principio generatore: costruzione di un ordine, materializzazione(sincronia); elaborazione, archiviazione, dissoluzione dell’ordine (diacronia).

c o m m e n t o

assenza di elementi descrittivi   solo completa plasticità.

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Le idee impediscono la sperimentazione: non ci occupiamo d’arte, cerchiamo di vedere (sentire) — solo — rispondendo a questioni poste dalla relazione “evento” / “oggetto” per elisione dei nessi abituali accollati al gesto guardare (udire) (sono dove sto) che è continuità.

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Separazione: fenomeni che si riproducono (matrice-referenza), resta il pericolo di avere — “di un unico riprodotto” — più versioni (passaggi) come attività.

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Relazioni dentro un tutto      è un tutto (oppure una rete) : l’idea non penetra (non c’è) non focalizzando l’attenzione (quel che c’era d’incidentale diventa essenziale), oppure riducendo.

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 Oggetti a riflessione senza fine: precludenti la discussione   favoriscono il distacco.

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Una realtà considerata nel suo dispiegarsi: questo è (come) un salto — assenza di significati (il tempo di scrittura per esempio) e intercorrenza.

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Ripetizione – dilatazione: nessi comunicativi e intenzioni (gesto – risultato — opposizione – stabilità) o il ricordo di un fatto che rimane.

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Il controllo: ricordo e previsione (traduzione – interpretazione) conosciamo solo delle condizioni, il gesto rimane come figura effimera indipendente nella sua esistenza (anche se a malapena può essere considerato “idea”, potendo, nell’intenzione, identificarsi allo sforzo disperato di non uscire dal conformismo, che è l’indumento segreto della negazione).

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Conversando “come se” arte-se: non conversare affatto.


                                                                                 haut                                                                                    
Frammenti estratti dal G.V.

— Aforismi —