La
ragione è in realtà una tautologia, un circolo vizioso che trovando origine
nella speranza, si perde nella memoria riconoscente.
L’acquisito in estensione si manifesta in una mancanza di fronte
all’immediato, ed è una
testimonianza di vita e una sua rappresentazione.
L’onda
mnestica in riferimento a un qualsiasi ordine, esclude l’estasi e impone
l’indeterminazione del significato: cancellazione del senso appagatore della
storia.
… certe
operazioni sono utili già solo per il fatto che conducono una vita propria
La
speranza dell’arte è una regressione provvisoria dell’utopia che segna
tacitamente il limite in cui per un attimo vediamo riaffiorare l’ombra e
svelarsi un “preferisco di no”, che è l’assenza di cambiamento
La verità
maschera un limite — ornando con simboli — ed evocando, produce ridondanza
ridondanza nel gesto.
Lo
specchio risponde dell’interruzione: non si può dire proprio niente sui
criteri della conoscenza inventata — rapporti differenziati diventano
movimento “progressivo” o, eventualmente, significato istituzionalizzato.
Filo
quasi indiscernibile o gesto d’operetta è la necessità che
sta per disfarsi:
immagine fragile di computazione provvisoria, dovrà migrare fino a
cancellarsi con perfezione.
Potremo
immaginare...
— la tentazione di dire qualcosa di più è irresistibile — … è fermo: ecco
dov’è la difficoltà di questo caso.
*
Tesi: non
c’è alcun inizio,
antitesi: c’è un inizio (Immanuel
Kant):
il germe trasformatore è in
ogni fenomeno.
d e s c r i z
i o n e
partendo
da un principio generatore:
costruzione di un
ordine
c o m m e n t
o
assenza
di elementi descrittivi
— solo completa plasticità.
*
Le idee
impediscono la sperimentazione:
non ci occupiamo d’arte
*
Separazione:
fenomeni che si riproducono
(matrice-referenza)
*
Relazioni
dentro un tutto
—
è un tutto (oppure una rete)
:
l’idea non penetra (non c’è)
non focalizzando
l’attenzione
(quel che c’era d’incidentale
diventa essenziale), oppure
riducendo.
*
*
Una
realtà considerata nel suo dispiegarsi:
questo è (come) un
salto — assenza di significati
(il tempo di scrittura
per esempio)
e intercorrenza.
*
Ripetizione – dilatazione:
nessi comunicativi e
intenzioni
(gesto – risultato —
opposizione
– stabilità)
o il ricordo di un fatto che
rimane.
*
Il
controllo:
ricordo e previsione
(traduzione –
interpretazione) conosciamo solo delle condizioni,
il gesto rimane come
figura effimera indipendente
nella sua esistenza
(anche
se a malapena può essere considerato “idea”, potendo, nell’intenzione,
identificarsi allo sforzo disperato di non uscire dal conformismo, che è
l’indumento segreto della negazione).
*
Conversando “come se” arte-se: non conversare affatto.